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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2015

Immancabile, arriva il cretino (sull'elezione di Mattarella)

Una cosa su American Sniper

Una cosa su American Sniper: non discuto la tecnica della regia o la bravura dello sceneggiatore. Sono evidenti. Ma non venite a dire che si tratta di una narrazione neutrale. Ogni scrittore, sceneggiatore o regista è assolutamente libero, ci mancherebbe altro. Ma nella scelta del suo soggetto, del messaggio che vuole veicolare, compie una scelta che è tutt'altro che neutrale. O ce lo diciamo o ci prendiamo in giro. Eastwood ha scelto il suo soggetto, la vita di un personaggio controverso, un uomo che, per come ci viene raccontato, non ha alcun dubbio sulla liceità di ciò che ha fatto in guerra e sulla giustezza delle sue azioni. È un punto di vista manicheo il suo. È legittimo, ma non è che al regista e allo sceneggiatore questo punto di vista sia piovuto dal cielo. È frutto di una scelta narrativa. Possiamo discutere se, consapevolmente o no, il personaggio e la narrazione poi non conducono addirittura al punto di vista opposto. Ma la scelta narrativa e propagandistica sono evid…

Caro Pippo, ora basta

Caro Pippo,
sono un elettore di sinistra. Uno di quelli che a Renzi e a D'Alema preferiva te e Vendola. Uno di quelli che in e da questa sinistra non si sente rappresentato.
Sono uno di quegli elettori che prima ha appoggiato Vendola nelle primarie tra lui, Bersani e Renzi, e poi ha appoggiato te nelle primarie tra te, Renzi e Cuperlo.
Ti dirò di più.
Sono un elettore strano, come ce ne sono in giro.
Da giovanissimo votavo destra, ammiravo Fini. Lo vedevo coerente. Non sono mai stato completamente abbagliato dai flash di Berlusconi, ma ho votato PDL, ho persino creduto nella guerra in Iraq. Per dire che le mie cacchiate le ho fatte.
Poi ho iniziato a lavorare, ho visto che il mondo che quella destra mi aveva dipinto non esisteva, ho visto e vedo tutt'ora il precariato. Sono passato dai contratti a progetto a contratti a tempo determinato, di questi tempi una botta di culo. Proprio per questo mio passato, già elettore di sinistra, tuo elettore, ho salutato con entusiasmo la sc…

Sui fatti di Cremona

Così come occorre riconoscere che Destra non equivale in toto a Fascismo, allo stesso modo occorre essere chiari dall'altro lato dello schieramento. Diviene oggi sempre più necessario definire chiaramente che l'estremismo non ha nulla a che fare con la Sinistra e che questa Sinistra, se vuole essere democratica, dall'estremismo deve prendere le distanze.
Lo so, è una banalità. Ma in questi giorni occorre essere banali per essere chiari.
Occorre che ogni estremismo, ogni atto di violenza venga condannato, che non si mescoli qualsiasi fascismo, di destra o di sinistra, con l'arco democratico delle forze politiche, che questa violenza deve condannare e da questa violenza deve allontanarsi, sempre e comunque. Che venga da CasaPound, dagli anarchici o dai centri sociali.

Marco Castagna, L'uomo della folla, o del Terrore dell'Utopia

Marco Castagna ci spiega all'inizio del suo intervento come la parola Crisi derivi dal verbo greco crino, letteralmente, io scelgo. Ciò che viene quindi messo in luce sin dalle prime pagine di questo breve saggio è come la Crisi, individuale o collettiva, abbia a che fare con la scelta.
Castagna infatti, partendo dall'assunto che la Realtà, qualsiasi essa sia, è sempre una costruzione sociale, ci spiega come Ideologia e Utopia siano due facce della stessa medaglia. Riprendendo il concetto di Script, ovvero uno schema di azioni o idee ormai costituite come una routine che tendiamo a preservare in maniera conservatrice e inconsapevole, l'autore mette in luce come l'Ideologia non è altro che l'insieme di questi Script che, ormai condivisi come patrimonio simbolico, tendiamo a preservare e ad assumere come Realtà.
Intesa in questo modo l'Ideologia, diventa chiaro come questa sia in realtà tutt'altro che inamovibile ed eterna. Infatti la Crisi sopraggiunge nel …

Fascismo liquido II

Tempo fa avevo già parlato di un nuovo tipo di fascismo, liquido, molto più subdolo, che trova cassa di risonanza in una rete sempre più in mano a gruppi aggressivi e ignoranti. Riprova ne abbiamo avuto ancora in questi giorni di disinformazione sofisticata e organizzata sulle due cooperanti e sull'Islam, di gretto maschilismo.

Partiamo con Matteo Salvini.


Matteo Salvini✔@matteosalvinimi Pare che le 2 ragazze rapite in Siria siano libere. Lo spero di cuore. E spero non siano stati pagati riscatti ai terroristi. 19:35 - 15 Gen 2015Matteo Salvini✔@matteosalvinimi Se veramente per liberare le due amiche dei siriani il Governo avesse pagato un riscatto di 12 milioni, sarebbe uno schifo!

Greta e Vanessa

foto: SkyTg24

Forse in pochi si ricordano di quando, era lo scorso secolo, Italiani partirono volontari per aiutare la resistenza contro un'altra dittatura nascente, quella di Francisco Franco. Quella dittatura che nasceva da una guerra civile riceveva il nostro soccorso ufficiale, il soccorso di una Italia fascista e di una Germania nazista. Le forze della resistenza, le forze repubblicane, ottennero aiuto finanziario e soccorsi militari solo dalla Russia di Stalin - certo, suona paradossale che uno dei più feroci dittatori della storia abbia lottato quasi da solo per la democrazia in Spagna - e da volontari che partivano da tutto il mondo.
I volontari, le forze repubblicane, furono sconfitti. La Spagna impiegò decenni per venire via da quella dittatura. Tutto ciò nel silenzio e nell'ignoranza della borghesia bene europea, che del sangue spagnolo non voleva sporcarsi le mani. I volontari erano folli, stupidi, dei visionari.

Certo, la storia non si ripete. Il paragone se vogli…

Il modernismo in letteratura, mappa per la didattica

Mappa della narrativa italiana dal Novecento ad oggi, uno strumento per la didattica

Ci sono due coccodrilli ed un orangotango... sulla satira e i suoi fraintendimenti

Fra le tante questioni apertesi in Europa con gli attentati di Parigi, una che sta sottilmente attraversando l'opinione pubblica e gli scritti degli intellettuali o presunti tali è la questione sulla legittimità e i limiti della satira.

Lo dico subito. Non mi sento e non mi riconosco nella definizione secondo cui tutti siamo Charlie Hebdo. E mi spiego, ma almeno abbiamo tagliato la testa al toro.

La libertà di stampa e di opinione, compresa la libertà di satira, come sappiamo, è una delle grandi conquiste della cultura occidentale, conquista nel calderone delle libertà individuali inviolabili. Quelle libertà e quella difesa dell'individuo che, ci hanno insegnato i totalitarismi tutti occidentali del Novecento, sono l'unica difesa contro l'imposizione di uno stato etico.
Ma come lo stesso Novecento ci ha insegnato, il limite delle libertà individuali si pone nelle libertà altrui e nel principio di responsabilità individuale.

Prima di essere accusato di qualsiasi appoggi…

Questioni di metodo su quanto si dice e si scrive in questi giorni sull'Islam

Non so in quanti hanno notato che, fino a questo momento, di quanto accaduto a Parigi in questi giorni hanno parlato tutti. Ma proprio tutti. Giornalisti, politici, scrittori, tuttologi vari ed eventuali. Mancano all'appello però due pezzi fondamentali dello scacchiere della cultura. Guarda caso. Storici e antropologi.
La cosa non è di poco conto. Coloro che avrebbero oggi più titolo per parlare dell'evoluzione recente dell'Islam, per ora stanno in silenzio. Studiano, analizzano.

Non per niente in questi giorni si è rincorsa la fiera degli assoluti. I difensori di varia specie della cultura occidentale hanno in ordine schierato l'armamentario del Cristianesimo trionfante e dell'Illuminismo libertario, mettendo in luce invece la barbarie islamica, il neomedioevo islamista, una cultura priva dell'Illuminismo, etc.

C'è in Italia, in diversi settori, purtroppo una malattia, quella degli "ismi". Ogni fenomeno deve essere categorizzato (cosa di per sé n…

A problemi complessi soluzioni complesse

Ieri l'attentato di Parigi ha lasciato l'Occidente, qualunque cosa sia, basito e in imbarazzo. Un attentato come questo mette alla luce numerosi nervi scoperti, le paure che serpeggiano in Europa ormai da anni, un misto di pulsioni, superstizioni, dicerie e verità. L'attentato a Charlie Hebdo diviene comodo strumento di propaganda per i partiti di estrema destra, islamofobi o aperrtamente nazifascisti, che hanno vita facile nell'alimentare queste paure. Quei partiti che fino all'altro ieri si sono battuti contro la satira del giornale, oggi ne divengono accaniti difensori. Quei partiti, quei movimenti, quelle persone che fino a poche ore fa si battevano contro i diritti delle donne e degli omosessuali, oggi si scoprono garanti delle conquiste del pensiero illuminista, contro una teocrazia islamica indefinita, un califfato, quello dell'ISIS contro cui in realtà non hanno mosso un dito. Le stesse persone che vorrebbero lasciare le cooperanti in mano ai loro rapit…

Il Postmoderno è morto, evviva il Postmoderno

In questi ultimi giorni tra le pagine dei principali quotidiani e  quotidiani online si è discusso della presunta morte del Postmodernismo. Su tutti bastino gli articoli di La Lettura o di Internazionale.
Quella sulla fine del Postmodernismo è tuttavia una discussione datata: se ne parla già da qualche anno. Per esempio così faceva Lettera43 già nel 2011.
In che senso il Postmoderno sarebbe morto?
La spiegazione più interessante in realtà viene da uno dei miei più illustri contatti su Facebook, Morgan Palmas, direttore di Sul Romanzo, che per questo mi permetto di citare "bisognerebbe pure discutere dei trend editoriali, che stanno divenendo condizionanti nel sottobosco. Faremo ancora i conti anche con Franco Fortini e Alberto Arbasino, per non parlare di Sciascia e Volponi, eppure, guardando lo stato dell'arte con occhi sufficientemente disincantati, ammesso che si possa fare, mi pare di comprendere che una rivoluzione silenziosa si è oramai insinuata dentro la letteratura.…

Patrick Modiano, Villa triste

Villa triste è un romanzo di Patrick Modiano pubblicato nel 1976. Il romanzo, ambientato nell'Alta Savoia all'epoca della Guerra d'Algeria, racconta di un giovane misterioso, che si presenta come il conte Chmara. Il conte Chmara si innamora di Yvonne, giovane e promettente attrice. I due protagonisti si danno alla vita mondana, nella Savoia gaudente della memoria dell'autore; memoria che vacilla, che ricostruisce, che confronta. Il ricordo del mese passato assieme dai due giovani protagonisti si infrange contro il desiderio, quasi una pulsione infantile, di fuggire in America, di rifarsi una vita lì. Sarà innanzi a questo sogno che le vicende dei due si separeranno per sempre, divenendo melanconico e ironico ricordo.
Modiano, attraverso una lingua ricca, un periodare accuratamente costruito e un continuo saltare tra memorie passate, sogni, ricordi letterari e cinematografici riesce a rendere il senso di una storia che è in primis storia individuale, fatta delle piccol…