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Visualizzazione dei post da 2015

Se la scuola smette di essere luogo di confronto

Chi legge questo blog da anni sa che uno dei temi che più mi sta a cuore è quello dei diritti individuali, in particolare tutto ciò che riguarda l'integrazione e la tutela delle minoranze, così come la tutela delle diversità. Non potevo quindi esimermi dallo scrivere una riflessione su quanto avvenuto, neanche troppo recentemente, in Lombardia. La regione presieduta dal leghista Maroni ha infatti messo su, su richiesta del partito del governatore della regione, un call center "anti gender", ovvero un numero telefonico a cui potranno rivolgersi genitori, studenti, insegnanti, delatori... per segnalare chi nelle scuole oserà trattare di temi quali la parità di genere, sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale. In parole povere, gli insegnanti dovrebbero smettere di studiare e spiegare l'argomento, uno dei temi di più larga e aperta discussione negli studi di antropologia, sociologia, psicologia e biologia negli ultimi cinquant'ann…

Per una didattica modulare delle lettere nella Scuola Secondaria di II Grado

Da anni ormai mi batto per una didattica modulare per quanto riguarda l'insegnamento delle lettere e di storia nella Scuola Secondaria di II Grado. Penso che, se ben pensata, una struttura a classi aperte possa essere il modo migliore per sfruttare il recente Organico del potenziamento, senza creare docenti di serie A e serie B all'interno dell'organico delle scuole. Sono assolutamente contrario alle fasce di livello, comode solamente per una didattica per le competenze espressione della sua interpretazione più gretta (ovvero quella per cui le competenze servano solo per competere, meglio, nel mondo del lavoro). Non così le classi aperte: ad esempio io le assocerei ad una didattica modulare, cosa che, tra l'altro, consentirebbe con una turnazione continua di far girare i docenti fra biennio e triennio nel corso degli anni in maniera meno traumatica, più organica ed eviterebbe di sprecare competenze dei docenti assunti sull'organico di potenziamento. Faccio un esem…

Leggere Amleto

Amleto  è annoverato fra i drammi maggiori diretti da William Shakespeare. La storia del principe ereditario del trono di Danimarca e della sua sciagurata famiglia è per molti aspetti emblematico, e tuttavia difficillmente si dedica spazio alla lettura di questo testo, preferendo, come ovvio e immaginabile, fruirne durante le rappresentazioni teatrali, le messe in scena, perfino le trasposizioni cinematografiche.
Eppure il testo dell'Amleto di Shakespeare è innnanzi tutto un bel testo da leggere, che ha tanto da dare al lettore che voglia dedcarsi ad esso con pazienza ed attenzione. Infatti la lettura dell'opera richiede tempo, paradossalmente di più rispetto alla fruizione dal vivo. Forse perché i versi shaskespeariani sono talmente levigati da richiedere attenzione e cura ai dettagli anche da parte del lettore, o forse perché la lettura dona il tempo per far caso ai rimandi metatestuali, alle citazioni letterarie, o anche solo alla caratterizzazione dei personaggi. Giganteg…

Ma di che guerra stiamo parlando?

In questi giorni di intense discussioni, sarà capitato a tutti di sentire parlare di guerra. La guerra sta ovunque, la guerra è stata dichiarata, alla guerra si risponde, non ci possiamo tirare in dietro dalla guerra. Si potrebbe continuare all'infinito.
Ma quando si parla di guerra, di cosa si sta parlando?
Occorrerebbe specificare che la guerra, oltre che una condizione di fatto, è anche uno stato giuridico. In tutti e due i casi, comunque, la situazione attuale è ben lungi da assomigliare alle guerre che abbiamo sempre considerato tali, tanto da far dubitare che, per quanto sta accadendo o potrà accadere in futuro, si possa parlare di guerra.
Guardando alla condizione di fatto, emerge come non esista un campo di battaglia, anzi, a tutti gli effetti non esiste un nemico che e le forze in campo ritengano unanimamente tale. In primo luogo, la guerra verso cui tanti inneggiano, dove dovrebbe combattersi? In Siria? Otterremo la transumanza dei guerriglieri verso la LIbia. Riprendere…

Rozzano, Benedetto Croce, Oriana Fallaci e i fondamentalismi

Dopo il caso del dirigente scolastico di Rozzano, gli interventi sul valore del Natale, sul Cattolicesimo a scuola, sul presepe e il crocifisso in classe non si sono fatti attendere. Dai sondaggi effettuati sull'opinione pubblica a partire da un caso montato ad arte (perché di questo si tratta, come chiarito da diverse testate giornalistiche e non, per esempio Butac), viene fuori un'Italia radicalizzata nella sua identità cattolica, fortemente legata all'idea che la cultura italiana si identifica nel Cattolicesimo (finanche l'intero Occidente, ad essere precisi). Fra gli altri, a fondamento di questa idea condivisa addirittura dall'ottantasette per cento della popolazione, viene citato Perché non possiamo non dirci "cristiani" di Benedetto Croce.
Ecco, Benedetto Croce si incacchierebbe alquanto. Per chi non lo sapesse, Croce era un laico, un po' come Montale, sempre tenutosi lontano dalle due croci, quella nera e quella rossa, che parimenti guardava …

Jeff Buckley al Bataclan, anno 1995

Minuti di silenzio e anni di occhi chiusi

Dico la verità, il minuto di silenzio per i morti di Parigi l'ho fatto. Ma mi sono sentito ipocrita. Perché come sempre abbiamo morti di serie A e di serie B, e perché come sempre siamo rapidissimi a sciacquarci l'animo nel minuto di silenzio, per poi avallare bombardamenti, finanziamenti illeciti, traffici di armi e di uomini.

Possiamo fare un minuto di silenzio a scuola, ma è inutile senza poi fare in modo che per 365 giorni all'anno, 24 su 24, in classe, per le strade, negli ospedali, sui posti di lavoro, giovani e adulti di ogni credo, colore, religione, orientamento politico o sessuale non si sentano abbandonati dalla società che li dovrebbe accogliere. 
Se un diciottenne nato e cresciuto nelle nostre periferie non si sente europeo, forse dovremmo anche iniziare a fare autocritica e chiederci dov'è che abbiamo sbagliato, a che punto lo stato sociale fallisce, quando un ragazzo inizia a sentirsi straniero in casa propria non perché estromesso da chissà quali nuovi…

Ma di che scuola stiamo parlando?

Certe giornate in classe sono giornate no: capita, perché tu docente non sei in forma, quel giorno proprio non riesci a coinvolgere, perché l'argomento da spiegare è ineluttabilmente palloso, o semplicemente perché quel giorno, nell'ora successiva, c'è la verifica della materia più difficile della tua e la concentrazione degli studenti sta tutta lì; capita anche, e non è poi così infrequente, che semplicemente gli studenti non abbiano la benché minima voglia di ascoltarti. Insomma, c'è una vulgata sulla scuola, quella di libri come Bianca come il latte rossa come il sangue o di film come L'attimo fuggente, secondo cui, in un processo deterministico, al buon docente corrisponde, sempre, la motivazione degli studenti e il successo formativo. Ecco, diciamolo una volta per tutte, questa è una gran cazzata. Diciamoci che, per vie non del tutto spiegabili, pur con cattivi docenti si può realizzare il successo formativo, così come, malgrado degli ottimi docenti, si può in…

Metronews, Senza investimenti cresce la dispersione

Per innovare occorre investire: bisogna permettere alle scuole di fare ricerca, come accadeva fino a qualche decennio fa...Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Lunedì 19 ottobre 2015

Senza investimenti cresce la dispersione. @sebascuffari per @MetroNewsItalia@tonysaccuccihttp://t.co/UblinXKNS5 — Gessetti Rotti (@gessettirotti) 19 Ottobre 2015

Di Battista, rispondi ad una domanda?

Premesso che non ho alcuna stima per l'on. Andrea Romano, Alessandro Di Battista è riuscito nella difficile impresa di fare sembrare il Pd ex Scelta Civica come un affermato statista. Come? Beh, a Bersaglio Mobile, per esempio, sottraendosi al confronto: incalzato dalle domande dell'onorevole renziano, il golden boy del M5S ha deciso bene di non rispondere nulla e di accusare di disonestà l'avversario. Un segno di debolezza nonché di incapacità nel confronto. Di Battista, grillino della prima ora, si mantiene coerente: già altre volte, anche da questo blog, gli sono state poste domande a cui non ha mai risposto. In questo il giovane grillino non si mostra distante da Renzi e dai suoi

Se avete voglia di ascoltarmi alla radio...L'angolo della scuola, lunedì 19 ottobre, ore 17.30, Radiofree

Allora, dato che non capita tutti i giorni di potermi sentire alla radio, anzi, diciamo che non capita proprio, se qualcuno di voi volesse ascoltare delle riflessioni più o meno intelligenti sulla riforma Giannini e sullo stato della scuola pubblica italiana, l'appuntamento è per giorno 19 ottobre alle 17.30 su Radriofree, ovviamente con la conduzione di Massimo Emanuelli​.

Ecco il link all'evento su Facebook

Questo l'annuncio del programma

Da lunedì 19 ottobre alle 17,30 su www.radiofree.it ospiti de L’ANGOLO DELLA SCUOLA rappresentanti dell’Associazione Gessetti Rotti. Il primo sarà il prof. Sebastiano Cuffari, quindi Lucia Taverna (avvocato, giurista ed assistente parlamentare). L’ANGOLO DELLA SCUOLA è il primo (e si pensa unico) programma interamente dedicato al mondo della scuola. Nato nel 1995 su una radio locale di Milano per iniziativa dell’insegnante e giornalista milanese Massimo Emanuelli, in occasione del ventennale della trasmissione Emanuelli, oltre agli …

Si possono davvero valutare gli insegnanti?

La valutazione degli insegnanti: tema complesso, con implicazioni sociologiche, economiche, politiche e, non dimentichiamolo, didattiche. Al riguardo in molti parlano e spesso straparlano. Per questo preme segnalare l'intervista di Metronews ad un collega di Gessetti Rotti, Cristiano Corsini, docimologo presso l'Università degli Studi di Catania, in occasione della pubblicazione del suo libro Valutare scuole e docenti. Un'indagine sul punto di vista di chi insegna. Per leggere l'intervista, basta seguire il lancio su Facebook o su Twitter in basso Intervista a Cristiano Corsini dei Gessetti Rotti. "La valutazione migliora tanto l’apprendimento quanto l’insegnamento...Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Lunedì 12 ottobre 2015 @MetroNewsItalia intervista Cristiano Corsini. Si possono davvero valutare gli insegnanti? http://t.co/La4JhNol20pic.twitter.com/6g2ntxhui6— Gessetti Rotti (@gessettirotti) 12 Ottobre 2015

I 500 euro a chi andranno in pasto? Chi controlla? Sebastiano Cuffari su MetroNewsItalia

Sarà obbligatorio spendere i 500 euro per corsi di formazione?http://metronews.it/15/09/27/i-500-euro-pasto-agli-enti-di-formazione.htmlPosted by La vera scuola gessetti rotti. on Martedì 29 settembre 2015 I 500 euro a chi andranno in pasto? Chi controlla? @sebascuffari su @MetroNewsItaliahttp://t.co/RPthau8xrHpic.twitter.com/EP8nkSBF8x— Gessetti Rotti (@gessettirotti) 29 Settembre 2015

Cosa l'evoluzione può insegnare ad un uomo di lettere

foto: struttura anatomica delle ginoccha di un uomo (palexstudio.it); struttura anatomica delle ginocchia di un cane (paperblog.com)

L'anatomia delle ginocchia di un uomo ci dice tante cose sull'evoluzione della nostra specie. In primis ci dice una cosa che sappiamo bene ma che tendiamo a voler ignorare appena se ne presti l'occasione: siamo fragili. Ad essere precisi, siamo fragilissimi, per il semplice motivo che, tutto sommato, non siamo quella macchina perfetta che nei millenni ci siamo raccontati. In  effetti, tutto ciò che rende le nostre ginocchia ad un tempo funzionali e fragili è l'eredità del nostro millenario passato. Se infatti provassimo a comparare la struttura delle nostra ginocchia alla struttura delle ginocchia di un cane, scopriremmo che, al di là delle sommarie differenze dovute all'adattamento all'andatura bipede, cani e uomini, sotto questo punto di vista, sono sorprendentemente simili. Le nostre ginocchia sono fatte di materiale di riuso: u…

Dagli al lavoratore, dagli al dissidente

Giudicare un'epoca nel mentre la si vive risulta sempre un atto cognitivo piuttosto complicato a causa della vicinanza, cronologica e sentimentale che non permettono la minima distanza critica. Tuttavia, la percezione ragionata del contemporaneo dell'epoca che vive può risultare utile ai posteri per comprendere meglio ciò che determinati cambiamenti hanno rappresentato per la percezione condivisa delle persone che li hanno vissuti.
Se c'è qualcosa che sta caratterizzando gli ultimi anni della politica e dell'azione di governo in Italia, questo è probabilmente un tentativo di cambiamento del paradigma sociologico/culturale. Starà ai posteri stabilire se il tentativo sia solo apparente o reale, ma qui invece tocca discutere in che cosa consista questo tentativo.
Sfogliando i giornali, guardando gli spettacoli televisivi, assistendo alle discussioni pubbliche, il motto dei politici di ogni campo o schieramento è stato quello della rottamazione. Rottamazione di uomini, sch…

Kitchen, Banana Yoshimoto

Kitchen  è la prima opera importante di Banana Yoshimoto, autrice giapponese che ha fondato il suo successo sulla particolarità della sua visione del mondo e sul suo linguaggio, che avvicina le sue opere al modo di narrare tipico dei manga degli anni '90.
In particolare in quest'opera, in realtà una raccolta di due racconti lunghi, Yoshimoto narra la vita di due personaggi, due ragazzi giapponesi, venuti su in maniera disincantata in un mondo che, malgrado la gentilezza di circostanza, pare benissimo poter fare a meno di loro.
I due ragazzi vengono accomunati dai lutti, prima i genitori di lei, poi il padre di lui - un padre particolare, dato che, quando ancora il figlio era poco più che un bambino, aveva deciso, per poter sopravvivere, di divenire donna e aprire un locale per trans.
Sarà questa visione disincantata e distorta della realtà ad unire i due personaggi, con un luogo d'incontro prediletto, le cucine. Kitchen, a punto, come le cucine in cui la protagonista femm…

Notte Bianca Della Scuola, Gessetti Rotti c'è #lascuolaperme

La scuola non la fanno le riforme o i governi, la fanno alunni e docenti. Il 23 settembre batti un colpo: scatta una...
Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Domenica 20 settembre 2015 La scuola non la fanno riforme o governi, la fanno alunni e docenti. Il 23 #lascuolapermehttp://t.co/spIpTkULB4pic.twitter.com/V7JkHsKioi — Gessetti Rotti (@gessettirotti) 20 Settembre 2015

Il Miur e i numeri che non tornano

Ogni tanto mi pare giusto ricordarvi che scrivo per Metro e che sono un Gessetto Rotto



Dicembre 2014, il primo ministro Matteo Renzi, a seguito della sentenza della Corte europea sull’abuso di precariato...
Posted by La vera scuola gessetti rotti. on Lunedì 14 settembre 2015 Anche @MetroNewsItalia ci racconta i numeri gonfiati della #scuola di @matteorenzihttp://t.co/GN4n3QkJwBpic.twitter.com/ldd5TMXCtc— Gessetti Rotti (@gessettirotti) September 15, 2015

Come l'evoluzione ci ha cambiati

(foto: slate.com)






Secondo le teorie più recenti, l'evoluzione della specie Homo avviene, come del resto sempre in Natura, secondo processi in parte casuali. Durante la vita delle diverse generazioni dei nostri antenati sono nati un certo numero di esemplari portatori di variazioni genetiche (Variazione), variazioni che, se sono risultate utili alla sopravvivenza dell'individuo, si sono poi diffuse (Ereditarietà), spesso andando, nel corso di migliaia o milioni di anni, a sostituire quelle che erano le caratteristiche precedenti non più adatte alle diverse circostanze, situazioni climatiche, sviluppo del territorio (selezione). Questo tipo di sviluppo, come detto, può avvenire solo con il trascorrere di migliaia, più spesso milioni di anni (Tempo), ma tutto ciò non potrebbe preservare la vita sul pianeta se non per la capacità di adattamento delle specie naturali (Adattamento). Questi agenti dell'evoluzione delle specie animali vengono indicati da paleontologi e antropologi …

Scattone, la cattedra e l'Illuminismo

Cesare Beccaria

Scattone ha rinunciato la cattedra, evviva Scattone. Bravo Scattone, ha fatto bene, prevale il buon senso.

Buom senso un ca$$o. A prevalere sono stati gogna e caccia alle streghe.

Perché se è vero che l'Italia nell'anno di grazia 2015 è ancora uno stato fondato sul diritto, e se è vero che Scattone ha ricevuto una condanna definitiva, vero pure che la sua condanna, Scattone, senza riconoscersi colpevole, l'ha tuttavia affrontata tutta. E Scattone che è costretto a rinunciare alla cattedra che gli spettava per aver superato un concorso pubblico è una sconfitta per lo stato di diritto, un ritorno alla società della faida.

Per non lasciare dubbi, non credo che Scattone fosse innocente.
Ma quello che credo io, in uno stato di diritto, non conta. Conta, su Scattone, quello che crede la legge, nello specifico quello che è stato il giudizio della magistratura. E per la magistratura Scattone ha pagato, ha scontato la sua condanna ed ora è un uomo libero, che ha com…

La società del rischio di Beck e la perdita dello status sociale

Nel suo volume La società del rischio, Ulrich Beck analizzava, nel 1986, i mutamenti a cui stava assistendo nell'ambito di quel mondo in cambiamento che sempre più veniva definito postmoderno. Nella sua analisi Beck parlava di una società che si avviava a superare la società industriale, per divenire invece società fondata sul rischio, naturale o sociale che fosse. Il rischio era, nella visione dell'autore, democratico, colpiva tutti, abbattendo le differenze di classe o ceto sociale o i confini geografici. Ovviamente erano ben vive, per il lettore dell'epoca, l'immagine di Chernobyl, il rischio nucleare o la paura per il perenne rischio di una terza guerra mondiale. Nella società del rischio quindi, abbattute le classi sociali, Beck scovava una seconda caratteristica, ovvero il disincanto, la perdita di fiducia nelle vecchie autorità, leggi e norme sociali che non sono più in grado di scongiurare il rischio diffuso. Questo disincanto era preceduto e seguito da una pi…

Ancora sulle bufale sul gender e la scuola

Mi trovo ancora una volta a scrivere della teoria gender o del gender perché, fra i miei contatti, anche molto stretti, mi è capitato di osservare questa locandina, su cui, credo, ci sia molto da dire. Perciò, cominciamo.


Partiamo da quanto di infondato si dice dal punto di vista dei programmi e dell'organizzazione scolastica. Intanto, il patto di corresponsabilità è, a punto, un patto, che già da parecchi anni si fa firmare nelle scuole. in pratica è un patto che viene stabilito tra scuola e famiglia, le regole, i diritti e i doveri condivisi. Se un genitore non firmasse il patto di coresponsabilità, che è fondato sul POF (o in futuro il POTF) della scuola, ovvero il Piano dell'Offerta Formativa della scuola scelta, in linea molto teorica l'alunno/a non dovrebbe essere accettato a scuola. E questo ha un senso: se scegli di mandare tuo figlio presso la scuola X dovrebbe essere perché hai letto il POF, che è pubblico e scaricabile dai siti delle scuole o richiedibile a scuo…