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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2012

SCRIVERE È METTERSI LE DITA NEL NASO, Paolo Cognetti

SCRIVERE È METTERSI LE DITA NEL NASO:
   (Grazie al mio amico Matteo ho scoperto questo decalogo di Etgar Keret. Mi è piaciuto molto e mi sono preso la libertà di tradurlo. Ci sono dentro alcune idee di cui parliamo spesso ai laboratori, in particolare il punto 2 e il punto 5. Il punto 1 invece lo prendo per me, come proposito per il libro nuovo.)
1. Godi della scrittura. Gli scrittori raccontano sempre quanto sia duro il processo di scrittura, e quanta sofferenza provochi. Mentono. Alla gente non piace ammettere di godere del proprio lavoro. Scrivere è un modo di vivere un’altra vita. Molte altre vite. Le vite di un’infinità di persone che tu non sei mai stato, ma che sono assolutamente te. Ogni volta che ti siedi e affronti la pagina e provi a scrivere - anche se non ce la fai - sii grato per l’opportunità che hai di espandere lo scopo della tua vita. È divertente. È figo. È dandy. E non lasciare che nessuno ti dica il contrario.
2. Ama i tuoi personaggi.Perché un personaggio sia rea…

La Sicilia in un mare di nulla

Ebbene, il giorno dopo le elezioni in Sicilia siamo tutti qui a tirare le somme. Sono del resto varie le considerazioni che si possono trarre dal risultato della tornata elettorale: innanzi tutto è evidente il crollo della destra, divisa e screditata, una landa di anime perse attraverso cui neanche una figura carismatica e rispettata come Nello Musumeci è riuscita a trovare un senso. Ora Musumeci è politicamente, a livello regionale, finito. Gli spetterà forse qualche posto minore nel partito, appoggiato dal PDL dopo aver militato prima praticamente in ogni forza politica della destra, siciliana e non. Viva la coerenza. D'altro canto un ragionamento simile, se non peggiore, si può fare per Micciché. Per carità, io posso solo stappare lo champagne pensando ad un personaggio come Micciché che viene sbeffeggiato alle elezioni, ma pensare che, per farlo votare, si siano messi assieme il movimento di Lombardo e quella che dovrebbe essere la forza pulita ed europea della destra italian…

Google per l'arte

Ammetto spudoratamente la mia ignoranza: non conoscevo il progetto Google Art Project, ne vengo a conoscenza oggi tramite La Repubblica Online (link). Una gran bella scoperta, la possibilità di conoscere, con dei giri virtuali in stile Street View, alcuni fra i più ricchi musei del mondo.
Ecco, io mi faccio un giretto virtuale agli Uffizi, voi fate quello che volete


Come una storia

Come una storia: Juan Sebastian Anlachi è un uomo qualunque alle prese con le disavventure della vita ordinaria; soffre da qualche tempo di una frequente stanchezza, tanto da mettere a repentaglio il suo quieto vivere. La ricerca delle cause dei suoi problemi lo porta a mettere in luce una vita inattesa e parallela, fino ad essere coinvolto in un gioco folle di visioni, passioni e omicidi

Una vergogna, sì, ma quale?

È vergognoso che la magistratura condanni un vecchio imprenditore puttaniere che ha malgovernato lo stato italiano conducendolo alle soglie del fallimento, ha attentato alla libertà della magistratura e della scuola pubblica, ha più volte sminuito la credibilità politica del paese di fronte alla platea internazionale, ha sputtanato il parlamento e la sua dignità costringendolo ad ogni sorta di legge ad personam, ha imposto una dittatura all'interno del suo partito inesistente, ha mentito, frodato, ingannato e rincoglionito il popolo italiano. Già, è proprio vergognoso.
Al di là del sarcasmo, ormai siamo al delirio, e mentre l'Italia è alle prese con la più grande crisi dal 1929, dobbiamo pure occuparci dei deliri di onnipotenza e di lesa maestà di un personaggio che la storia provvederà a ridurre a mera macchietta di un'epoca, il ventennio berlusconiano, che non ha fatto altro che segnare il declino inesorabile di un paese vecchio e corroto, come il suo ex premier

Poi leggi David Foster Wallace

Solomon Silverfish, a parte il favore non da poco di averla amata per trentadue anni rendendola la donna più felice sulla faccia della terra, ha aiutato Sophie a usare la malattia per capire ciò che lei è e ciò che non è. Non sa di averlo fatto, perché da quando in qua anche il migliore dei maghi sa di usare la magia sulle persone e non la semplice abilità di uno svelto di mano e sciolto di lingua? Sophie crede di avere ormai capito alla sua età che la magia altro non è se non il semplice rapporto tra una persona e le altre persone che la circondano.David Foster Wallace, Questa è l'acqua Poi leggi Wallace, e ti senti meglio, vivo. Pace all'anima sua.

Postato con Blogsy

Il re è morto, evviva il re

Silvio Berlusconi è stato condannato, in primo grado, a quattro anni di carcere. Attenzione, c'è ancora tutto il tempo per fare andare in prescrizione anche questa condanna. Eppure. Eppure è un simbolo, anche questo, un punto di svolta. Perché fino ad ora l'ex premier era riuscito sempre a scampare le condanne, a imporre le sue leggi ad personam, fino all'imbarbarimento estremo del parlamento sul caso Ruby. Sentire oggi lo starnazzare dei vari sciacali del PDL, sembra quasi l'ultimo canto di un cigno, nero e disperato, che urla la sua paura di scomparire. Ed è forse questo il destino di tanti personaggi da racconto di fantasia che hanno visto il loro potere fondarsi sul Cavaliere e che ora, sparendo l'uomo che tanto era superiore a tutti questi figuri, sanno di essere condannati ad un oblio che non cancellerà vent'anni di malaffare e di malgoverno

L'ordine nel disordine, riflessioni sul Postmoderno e la necessità di superarlo

Marco (Polo) entra in una citta’; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui e’ escluso; non puo’ fermarsi; deve proseguire fino a un’altra citta’ dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora e’ il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi.Se ti dico che la citta’ cui tende il mio viaggio e’ discontinua nello spazio e nel tempo, ora piu’ rada ora piu’ densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.L'inferno dei viventi non qualcosa che sara’; se ce n'e’ uno e’ quello che e’ gia’ qui, l'i…

Sulle origini giudaico-cristiane dell'Europa, il concetto di origine e di tradizione

Le origini giudaico-cristiane dell'Europa sono uno dei miti ricorrenti della storiografia e della politca europea contemporanea. Di certo questa invenzione storiografica ha una sua ragione storica e politica, non è campata in aria come altre invenzioni, si pensi per esempio alla Padania (rimando ad un mio vecchio post, La Padania, questa sconosciuta, storia e ragione dell'invenzione di un mito. Sulle origini di questo mito molto si può discutere: innanzi tutto l'interesse di parte della politica europea a rivendicare delle tradizioni comuni che distinguano da vicini, talora anche molto "espansivi". A ragione, seguendo una banale cronologia dei fatti europei, si potrebbe concludere che dal Medioevo ad oggi ciò che ha tenuto insieme il Vecchio Continente sia stata la religione cristiana. Nulla da eccepire. Ma quale religione cristiana? Qui le cose cambiano: pensiamo alla riforma luterana, a quella anglicana, alle eresie, al Calvinismo, allo strabordante e bigotto …

Apologia del cazzeggio

Prendendo spunto da un recente articolo comparso su Rivista studio vorrei dire due paroline sul valore del cazzeggio. Argomento apparentemente abbastanza frivolo. Eppure chi di noi non ha mai provato vividamente la sensazione che un po' di sano cazzeggio gli avrebbe salvato la vita?Ci sono giornate, mi sembra evidente, in cui la soglia di stress a cui siamo soggetti raggiungi livelli massimi di sopportazione: sono quelle le giornate in cui ci viene in soccorso il sacro fuoco del cazzeggio, quando stendersi e leggere un buon libro o un buon fumetto, ascoltare musica o vedere un film, o anche semplicemente uscire di casa e vedere il tramonto dalla panchina di un parco sono rimedi ben più consigliabili di farmaci e medicine. Con buona pace della produttività, dello stato sociale, di comunismo, marxismo, liberismo, austerity e menate varie. Quando ci condanniamo dentro gli schemi delle nostre rappresentazioni astratte e dimentichiamo che si lavor, si produce, si fatica per vivere, no…

La cultura fra resistenza e innovazione

Quando si parla di cultura, in Italia, si fa sempre tanta confusione. Confusione intanto su cosa intendiamo cultura: una conoscenza pratica immediatamente spendibile, il nozionismo da salotto, una conoscenza teorica e astratta da circolo chiuso nella sua torre d'avorio, l'impegno politico e militante di taluni intellettuali. Ce n'è per tutti i gusti e, probabilmente, nessuna di queste accezioni del termine esclude le altre.

Ancor di più stupisce come questa confusione sia foriera di conseguenze negative per quelle istituzioni che dovrebbero "fare cultura", tacciate di volta in volta di essere chiuse in se stesse e auto referenziali, conservatrici e non al passo con i tempi o, al contrario, inutilmente impegnate in ricerche costose e senza alcun scopo pratico.

Capita spesso, parlando con gli amici, che qualcuno sollevi il dubbio su questa o quella ricerca medico-scientifica, fisico-astronomica. E non parliamo delle scienze umane, lì dove si fa fatica a fare capire …

Il bastone, la carota e l'imbarbarimento autoritario

Ammetto le mie colpe, fino ad ora avevo cercato di non vedere la strumentalità di atteggiamenti e dichiarazioni del sempre più controverso ministro Profumo. Ma dopo le sue ultime dichiarazioni non si può più fingere.

Questo governo già da qualche tempo soffre di una deriva autoritaria e barbara, che ricorda epoche già vissute. Sulla, si spera falsa, certezza dell'inevitabilità di questo esecutivo e di una sua prosecuzione si sta giocando il destino politico di questo paese, sulle spalle di cittadini che si vogliono sempre più acquiescenti.

Dire che gli Italiani vanno trattati con il bastone e la carota: una dichiarazione in stile mussoliniano, così come il rilasciare in continuazione proclami; decidere tutto dall'alto nell'arco di una notte, imporre le decisioni, screditare i lavoratori; evitare di prendere decisioni controverse che potrebbero causare perdite di voti e colpire sempre i ceti più deboli.

Quest è una politica autoritaria: l'ultima volta che l'Europa ha …

Cosa sta accadendo nel mondo della scuola e perché questa notte difficilmente dormirò

Ogni anno scolastico, da quando insegno, sembra partire sempre peggio. Nulla di strano quindi se tra Ottobre e Novembre il mio umore è sempre sotto le scarpe. Ma quest'anno c'è un motivo in più. Ovvero la santa alleanza tra Banchieri e Liberisti. Vi chiederete, cosa c'entrano questi figuri con la scuola? Beh, presto detto. Uno spettro si aggira per il mondo della scuola già da anni, più o meno da quando un tipo bassotto e amante della f... è entrato in politica: lo spettro della privatizzazione della scuola. Uno spettro ben visibile in realtà, dato che si lavora alacremente per rendere le scuole delle aziende, con sindacati e finte opposizioni compiacenti, da circa vent'anni. Ho già detto altre volte che c'è stato un lavoro certosino per rincoglionire gli Italiani e renderli dei perfetti consumatori: non lo dico solo io, ovviamente, ma signori intellettuali, giuristi, demografi e studiosi in genere. Lo dice del resto la qualità dei nostri media a grande diffusione…

Insegnanti di ruolo: ovvero, mi lamento che la scuola fa schifo ma non sciopero e non mi muovo neanche se sono pagato. E ora?

Allora, il governo ha intenzione di passare le ore lavorative degli insegnanti da 18 a 24, mantenendo immutato lo stipendio (parliamo sempre delle ore lavorative a scuola, quelle a casa non ce le hanno mai pagate). I miei amati colleghi di ruolo che non si schiodano dalle loro cattedre neanche se li pesti a sangue, alzeranno finalmente le loro regali chiappette per scioperare, o come al solito a fare la parte dei rompiballe toccherà agli insegnanti precari che, tra le altre cose, da un provvedimento del genere sono drasticamente colpiti, dato che porterebbe altri 6.500 tagli?

La realtà è che non ho dubbi che scioperi per questi motivi otterrebbero adesioni bassissime: la classe degli insegnanti è composta da fin troppi pecoroni pronti a lamentarsi se la macchinetta del caffè non funziona, ma a non smuovere un muscolo se vengono toccati i posti di lavoro altrui. Fermo restando che poi dovrebbero insegnare l'educazione civica.
Si protesta tanto contro il concorso, legale e legittim…

Le ragioni di chi sciopera

"Tanto non cambia nulla, tanto se ne fregano"
Ecco, dategli il pretesto per calpestarci, dategli il modo per farlo, e poi lamentatevi che le vostre lamentele silenziose non sono state ascoltate. Per poi alla fine tuonare dietro cattedre che non meritate che, ecco, lì al comando stanno solo ladri, che fanno tutti schifo, che la scuola come qualsiasi altro diritto viene massacrato da politici corrotti e banchieri.
Ma la realtà è che, come in ogni organizzazione mafiosa che si basa sul silenzio, voi che tacete di fronte ai veri diritti che spariscono nel nulla, voi che tacete quando la carta costituzionale viene calpestata semplicemente perché nel vostro misero "particulare" vi conviene, voi siete loro complici, mafiosi, pusillanimi e corrotti come loro; solo che loro almeno hanno il coraggio di esserlo

Sebastiano Cuffari, Doceo

Come stanchi colombi
Nel gelo del mese di rapida morte

Si sta, soli

Al nido novello

Solo attendendo l'estivo addio

Verso un'alba rosata

Postato con Blogsy

Sconcerti, addenda sugli scioperi e le proteste nel comparto scuola

Trovo sconcertante che davvero si possa pensare che nella scuola pubblica non ci debba essere uno straccio di selezione. Trovo sconcertante che qualcuno possa credere che una laurea, l'attestazione di qualche conoscenza disciplinare, possa indicare il diritto di essere insegnanti. Lo trovo sconcertante perché chi lo dice sembra non avere mai messo piede in una scuola pubblica, posti di lavoro in cui la follia e l'illogicità regnano sovrane e dove, spesso, le competenze certificate dieci, venti, trent'anni fa non sono più state aggiornate, con il bene placido dei sindacati, più interessati a racimolare iscritti che al bene di un'istituzione pubblica.

Non so ancora se parteciperò allo sciopero di venerdì: sono ovviamente contrario agli ennesimi tagli alla scuola, ma favorevole al concorso, e francamente mi dà fastidio unirmi sl baccano di chi oggi protesta contro un concorso legittimo mentre, per comodità, non muoveva dito contro le incostituzionali code del ministro Ge…

Sebastiano Cuffari, Piadina

Ognuno sta solo alla piastra fumante
Trafitto da morsi di fame
Ed è subito cena

La giornata dell'insegnante: e io ringrazio ancora i miei alunni

Ieri s'era una mia ex alunna mi ha mandato un messaggio, a suo modo commovente: mi ringraziava per averle trasmesso la passione per lo studio e mi diceva che, forse, senza l'anno trascorso assieme non avrebbe compiuto la scelta che ha fatto nel proseguire gli studi. Immaginate come ci si sente a leggere una cosa del genere, sono di quelle cose che ti risollevano la giornata. Senza dimenticare che il merito dei progressi dei miei alunni, di tutti, è esclusivamente loro. Il più grande insegnante della storia, a suo modo, Socrate, insegnava la sua unica certezza, il sapere di non sapere nulla per certo. Se c'è una cosa che mi preme trasmettere è proprio questa, l'arte del dubbio. Non sono di quelli che pensano che i cori da stadio degli ex alunni indichino che sei un buon insegnante: quelli si ottengono anche permettendo semplicemente di non fare nulla in classe e fingendoti amico dei tuoi allievi. Ma se c'è una cosa che ho imparato da questi pochi anni di insegnamen…

La casta

Una casta, nel linguaggio comune di oggi, è cosa ben diversa dalla definizione che troverete sui dizionari.

Una casta oggi è un gruppo di persone che si oppone, da una condizione di potere, all'essere trattato in maniera paritetica agli altri

Una casta oggi è un gruppo di persone che si arroga condizioni di vantaggio rispetto agli altri ceti sociali

Una casta oggi è un gruppo di persone che legifera o fa legiferare nel suo interesse, o già solo impedisce che le leggi vigenti siano applicate ai propri interessi.

Una casta si oppone ad ogni tentativo di riforma della propria condizione che possa ledere le proprie condizioni di vantaggio, che esse siano state raggiunte lecitamente o no

Una casta discute, dibatte e decide in maniera assolutamente autoreferenziale, escludendo dalle decisioni ogni orizzonte che vada oltre l'hinc et nunc del suo interesse, mancando di prospettiva storica

Una casta sbraita e protesta solo quando vengono toccati i propri interessi, mai semplicemente perc…