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Visualizzazione dei post da Settembre, 2012

In risposta ad Elfobruno e al suo post "Ministro Profumo, ecco perché non farò il concorso"

In risposta ad Elfobruno e al suo post Ministro Profumo, ecco perché non farò il concorso
Ho letto il tuo post con molta attenzione e un fastidio crescente ad ogni parola. Fastidio perché le tue parole partono da meri preconcetti: in primis nei confronti del tuo stesso lavoro, un mero ripiego, un tunnel in cui ti sei tuffato, sono le tue considerazioni, perché non sei riuscito a fare altro. Nulla di male, è la storia di molti di noi insegnanti, me in primis, archeologo una volta e ora docente di lettere. Ma questo lavoro ha una sua dignità ontologica che non viene né dall'essere un mestiere intellettuale né da quello che il tuo "pubblico" da stadio ne pensa. Ed è imbarazzante quanto poco tu apprezzi il tuo mestiere, cosa che si evince quando parli di retrocessione nell'andare ad insegnare alle medie. Francamente conosco decine di docenti delle medie che potrebbero tranquillamente ridicolizzare questa tua affermazione, anche senza la collezione di titoli di cui ti fa…

Considerazioni sparse su Carofiglio, Ostuni e i blog di letteratura

Leggendo le notizie e le prese di posizione più o meno interessate sulla querela di Carofiglio contro Ostuni, una volt ancora mi scopro cittadino di una piccola e mediocre provincia dell'Occidente. Da un lato un magistrato/scrittore che non accetta di sentirsi criticato, dall'altro uno scrittore/editor che nell'interesse sta critica del lavoro altrui si fa portavoce del libro che sponsorizza al premio strega. A contorno lo sfavillante mondo dell intellighenzia nostrana, tutta intenta a commentare sulle riviste culturali, scopiazzando di qua e di là i suoi interventi (si veda l'intervento di Raimo che ho segnalato in precedenza). Insomma la storia di tanta pochezza a confronto. leggendo tutto ciò mi viene spontaneo pensare che D'Avenia e Baricco avrebbero dovuto querelarmi già da un bel pezzo, visto le dolci parole che ho dedicato alle loro ultime opere. Forse ciò non accade solamente perché questo blog conta solo qualche migliaio di visite mensili, chissà. Ma è pr…

Perché non provo pena per Sallusti

Non provo pena per il direttore del Giornale Sallusti, o, per meglio dire, non provo per lui una pena maggiore di quanta ne provi per un qualsiasi altro condannato. Questo perché si fa un bel dire, da parte degli altri giornali, che Sallusti sia condannato per un reato di opinione. Peccato che la realtà dei fatti non stia così. Sallusti non va in carcere perché avrebbe criticato un magistrato: Sallusti va in carcere perché, come sua abitudine, come abitudine dei fidi sgherri Belpietro e Feltri, per criticare un magistrato ha forzato la notizia, ha inventato fatti.
Inoltre, è paradossale che questo marasma, questo finto perbenismo, buonismi e garantismi applicati ad hoc per una delle ultime macchiette berlusconiane rimaste sulla piazza, tutto ciò si applichi proprio per chi ha fatto della battaglia per la certezza della pena uno dei suoi assi nella manica. Ma forse la certezza della pena vale solamente per i senzatetto, gli indignati e i clandestini, non per un giornalista che per far…

Saba, Umberto - A mia moglie

Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l'occhio, se il giudizio mio
non m'inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun'altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti querel

Un breve post sull'originalità

Un breve post, sull'originalità, solo per far notare come anche i nostri intellettuali, delle volte, sono davvero poco ispirati.
Per intenderci, leggete quest'articolo, link, su Flavorpill, datato al 1 Gennaio 2012, e poi il seguente post (Prenditela con le Muse, non con chi ti critica) di Christian Raimo, collaboratore di un po' ogni cosa, su Minima et Moralia.
Notate qualche similitudine?

Il problema non è il concorso, ma il precariato

Mi è capitato oggi di leggere il seguente sfogo di una collega, e così, su due piedi, ho buttato giù questo commento Cara collega, sai meglio di me però che il tuo sfogo è comprensibile ma infondato. Perché quando abbiamo fatto la SSIS sapevamo che la legge prevedeva il doppio canale, e chi non lo sapeva, mi spiace, è ignoranza sua e la legge non ammette ignoranza. Sapevamo anche che l'abilitazione permetteva di lavorare, non garantiva il lavoro, sono cose diverse e sapevamo che la SSIS era abilitante, non garantiva il ruolo e che il valore concorsuale stava nel test d'ingresso. Chiunque di noi ha fatto dei progetti di vita che in un modo o in un altro modifica di giorno in giorno, a me ormai rompe chi parla di diritti acquisiti sulla base di cose che non stanno né in cielo né in terra. Chiedete a qualsiasi altro abilitato fuori dalla scuola, a chiunque abbia acquisito una specializzazione, chiedetelo se per questo accampa il diritto del posto a tempo indeterminato senza ess…

Considerazioni sparse sull'insegnamento

Libertà d'insegnamento non vuol dire insegnare solo quello che mi piace e ignorare il resto. Questa non è libertà, ma limitare il diritto altrui ad apprendere ciò che per altri potrebbe essere fondamentale

Sentire che tanto è inutile far fare temi perché chi sa scrivere lo sa fare a prescindere è agghiacciante, soprattutto se viene detto da un collega

Certe cariatidi che hanno smesso di aggiornarsi e che insegnano solamente perché la cosa li sfama dovrebbero lasciare posto a chi questo mestiere lo vuole fare davvero.

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Sulla digitalizzazione di massa nella scuola pubblica

Partecipando al progetto Generazione web, quest'anno come insegnante mi sto trovando ad avere direttamente a che fare con la digitalizzazione di massa della scuola pubblica. Da ciò stanno nascendo alcune riflessioni sparse, fermo restando che essendo ancora agli inizi, questo progetto via via si andrà evolvendo, lasciando spazio a nuove considerazioni e miglioramenti. Primo dato, allarmante: l''ignoranza in merito ai mezzi informatici della gran parte dei miei colleghi è allarmante. La cosa peggiore è che tale ignoranza sfocia spesso nel mero pregiudizio; c'è ad esempio, nei confronti dello strumento didattico tablet, un misto di odio e di terrore, come se leggere un PDF o un libro sia qualcosa di ontologicamente diverso. L'attaccamento alla carta stampata non può rendere ignoranti del fatto che, a livello di prezzi per gli studenti e di peso da portare sulle spalle, questo sia sicuramente un progresso. Discorso altrettanto preoccupante, legato alla detta ignoranz…

L'insostenibile ignoranza dell'essere (leghista)

Scrivo con colpevole ritardo, ma sono stato un tantinello impegnato nell'adattarmi alla nuova scuola (liceo artistico Munari di Crema, per chi lo volesse sapere). Tuttavia non potevo esimermi dal commentare una recente uscita di Maroni, segretario della Lega Nord. Complice un ministro Profumo che orami se non rilascia una dichiarazione al giorno sembra non poter vivere, il nostro buon leghista l'ha subito sparata grossa, come al solito.Di preciso, in conferenza stampa il ministro Profumo ha dichiarato che a breve partirà un progetto ponte in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, progetto che consisterà nell'acquisto di un tablet o un pc per ogni insegnante delle dette regioni (verosimilmente in comodato d'uso). Maroni non si è potuto esimere dal gridare allo scandalo e al razzismo, sostenendo essere un'ingiustizia che questo progetto riguardi quelle regioni e non quelle del nord. Ora, a parte il fatto che colmare il divario tecnologico pregresso fra scuole del nor…

Tentiamo di parlare razionalmente del concorso

Sui siti, sui forum, un po' ovunque nel mondo della scuola si continua a parlare del concorso made in ministro Profumo. Una novità o un ritorno al passato, un'opportunità o una truffa. Questo argomento sta diventando il nuovo mantra degli insegnanti sui treni dei pendolari, sugli aerei, nelle sale insegnanti.
E purtroppo, insieme a giuste recriminazioni e considerazioni valide, si sentono, sia dalla parte dei detrattori che da quella degli entusiasti, sonore stupidaggini. Al limite dal dover dire che cotanta ignoranza in materia da parte degli stessi addetti ai lavori è spesso imbarazzante. In questo post vorrei tentare di riflettere razionalmente sull'argomento, mettendo in luce pro e contro del concorso.
PRO
Che piaccia o no, con il concorso la scuola torna nell'ambito della legalità dato che la normativa vigente prevede il doppio canale concorso/graduatorie (se hanno sbagliato i ministri precedenti a reiterare l'illegalità non per questo doveva sbagliare anche qu…

Di che parliamo? Studiare e non sapere perché

E così mi metto a studiare senza una metà definita da raggiungere e senza delle scadenze, se non delle date molto vaghe. Come si può immaginare, studio male. Benvenuto concorso nella scuola pubblica.

Considerazioni inattuali su una giornata di TV

Aspettando le convocazioni, due o tre considerazioni sparse
La giornata televisiva nel non saper che cosa fare per riempire la giornata trova un senso solo con How I met your mom, Scrubs e i Robinson
Come dice la mia fidanzata, i bambini dovrebbero vedere Saint Seiya anziché i cartoni che passa ora la Mediaset
Per fortuna che c'è Cielo perché un altro programma di cucina alla Clerici potrebbe portarmi al suicidio
Italia2 trasmette come i video a bassa qualità di Youtube, senza i film pirata in prima visione
Mentana aspetta le elezioni da tre anni, per favore, fatele
Cosa c'è da vedere sui canali Rai?

Disinformazione su disinformazione, perché i precari della scuola a volte dicono castronerie

Va bene tutto, ma negare l'evidenza diventa paradossale. È quanto avviene quando si leggono certe cose che stanno circolando nell'ambiente scolastico riguardo all'annunciato concorso e alla recente intervista del ministro Profumo sulla Repubblica. Pur avendo simpatia per alcune ragioni dei precari storici della scuola pubblica e per la loro battaglia per il passaggio in ruolo dopo tre anni di precariato continuativo, non si possono sostenere certe tesi.

In primo luogo la necessità di concorsi nella scuola pubblica è evidente, dato il semplicissimo e manifesto fatto che nelle graduatorie manca un criterio di vera meritocrazia. Le graduatorie premiano l'esperienza pregressa e quasi sempre sistemi più o meno leciti per creare punteggio. In secondo luogo è la stessa normativa vigente a prevedere i concorsi come canale di immissione parallelo alle graduatorie e de hanno sbagliato i ministri precedenti a ignorare colpevolmente questo fatto per ingraziare questo o quel partit…

Partenze

Ad ogni partenza l'orizzonte si allarga sull'assolutamente indefinito, ma il cuore rimane al passato, a ciò che non torna e che, purtroppo, non si ripeterà

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