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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2011

L'inno alla mediocrità

Vivere in Italia è l'inno alla mediocrità.
Perché in fondo noi Italiani siamo mediocri: mediocri ci sentiamo, come mediocri siamo stati educati, mediocri ci vogliamo e mediocri tutto sommato ci piaciamo.
La mia generazione è cresciuta lobotomizzata dalla televisione: dopo vent'anni di governo di colui che quelle televisioni possiede, viene forse il dubbio che fosse premeditato.
Ma non mi rassegno a pensare che la mia generazione possa annullare del tutto i suoi pochi neuroni: non mi rassegno a pensare che la nostra classe dirigente possa fare passare Bettino Craxi, Mangano, come eroi. Non voglio credere che tutto sia concesso, che la morale si distingua fra pubblica e privata, che il diritto sia valido per alcuni e per altri no.
Non mi rassegno quando vedo le popolazioni del Mediterraneo meridionale che costruiscono le loro rivoluzioni sul passaparola della rete, mentre per noi Facebook e Twitter sono i principali strumenti per diffondere le banalità dei Modà o dei figli della…

Il canto delle sirene

IL CANTO DELLE SIRENE
SEBASTIANO VALENTINO CUFFARI


Il canto delle sirene, ormai Adiraste di Araverne voleva ascoltarlo. Aveva letto ogni singolo manoscritto su quelle creature, aveva vagato di biblioteca in biblioteca per tutto il mondo conosciuto e oltre, sino a spingersi all'Estremo Oriente, lì dove la pelle degli uomini si tingeva d'un giallo paglierino che sapeva, ai suoi occhi, di esotico e malato. Ovunque aveva sentito parlare delle sirene, metà donne metà bestie, che sonnecchianti attendono sul fondo delle acque il passaggio dei marinai: allora esse si mostrano, epifania crudele e sublime, e nei loro occhi balenano le immagini di mondi scomparsi, mondi sommersi dalla storia e dalle onde, dal tempo che scorre e tutto cancella senza lasciare, al fine, traccia.
Voleva con tutto il cuore ascoltare la loro voce: troppo tempo era passato da quando qualcosa l'aveva colpito davvero, troppe persone avevano attraversato la sua strada senza che le loro orme avessero intersecato l…

Le avventure del giovin imperatore

Ci fu un tempo in cui un giovin imperatore, in forte ascesa fra le sue genti, impose, con la sua sottile ars eloquendi, il suo fine discernimento su innocenti popoli. Il suo potere si stendeva incontrastato dalle pianure brumose sino alle isole bagnate dalla spuma d'Afrodite, e le sue alleanze si tessevano dagli ambrati comandanti d'occidente fino ai parenti delle sue amanti del sud.
Egli reggeva il suo regno con pugno saldo e larghe elargizioni di panem et calciatores, e i suei fedeli, i praedelliniensi, erano guida ed esempio per il popolo, che in loro vedeva saggezza e morale.
Giunto alfine al potere supremo, il giovin imperatore si ritrovò a dover dare vigore costituzionale al suo potere assoluto: ma come fare! Lui, difensore della democrazia liberale, come poteva divenire il nostro signore? Gli venne in aiuto un suo fedelissimo, N. Ghedinus, principe del foro. Ghedinus, avvicinatosi al trono del giovin imperatore presso la corte, proclamò innanzi al popolo tutto, in ammut…

A se stesso, Giacomo Leopardi

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
5 Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, né di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
10 La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T'acqueta omai. Dispera
L'ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
15 Poter che, ascoso, a comun danno impera,
E l'infinita vanità del tutto.

[dai Canti]

Come Pavese

Un tempo un professore mi disse che certe volte gli uomini, pur avendone paura, hanno bisogno della compagnia della loro stessa specie. Mi fece l'esempio di Cesare Pavese: mi disse che Pavese era solito recarsi al bar e trascorrere lì le sue ore, scrivendo, senza parlare con gli altri, di cui anzi sdegnava la compagnia.
Perché cercare la compagnia altrui? La voglia di autarchia ogni tanto mi vince...eppure non so fare a meno di cercare la voce altrui, un contatto umano da cui poi inesorabilmente fuggire, anche solo per paura delle delusioni.
Cercare la compagnia per sentirsi più soli, questa la vena umoristica della mia nottata.

Location:Misterbianco,Italia

La potenza dei social network e della rete

La rete sta ampiamente modificando il nostro sguardo sul mondo, avvicinando le popolazioni e le idee. Certo, parliamo sempre degli effetti sulle popolazioni ricche, eppure sono ricadute mirabolanti. Le recenti rivolte/rivoluzioni nel settentrione dell'Africa, nate dal passaparola sulla rete, ne sono un chiaro esempio. La rete è l'ambiente all'apparenza più democratico in assoluto. All'apparenza: perché il rischio che come sempre le opinioni siano pilotate rimane sempre alto. In un certo senso la differenza fra la rete di pochi anni fa e la rete oggi è data da pochi siti, Twitter e Facebook su tutti. Questi aggregatori di vita sociale online da un lato hanno la funzione meritoria di ogni portale che voglia aiutare la vita sociale, dall'altro sono un primo grosso filtro su quanto realmente gira ed è importante conoscere in rete. In questo momento, non sei un personaggio famoso se la tua pagina facebook non ha migliaia di amici, e ciò che scrivi non vale niente se non…