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Per favore, leggete l'Iliade

Con il passare dei decenni, una delle letture più importanti e che più aveva caratterizzato la scuola italiana, la lettura di brani scelti dell'Iliade, è andata sparendo in favore di altri testi ritenuti più attuali. Senza voler discutere la qualità artistica delle scelte fatte nella redazione delle antologie, viene da chiedersi però se queste decisioni siano state frutto di reale conoscenza dei testi proposti, o se siano piuttosto dipese dal volgere delle mode e degli eventi.
Una conoscenza dell'Iliade che vada oltre la lettura scolastica (quella che in genere si fa al biennio delle superiori, per intenderci), avrebbe forse potuto portare ad una maggiore tutela di quello che è, in primis, il testo fondativo delle letterature europee. Questo post quindi, lungi dal voler essere un'approfondita disamina dell'opera omerica, si propone piuttosto come tentativo di riscoperta e di dimostrazione d'affetto per un'opera ingiustamente sottovalutata.

Partendo dal primo ca…
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La regione Veneto ha un evidente problema con la scuola, l'istruzione e la cultura

Che fra regione Veneto e scuola ci sia un rapporto malsano è facilmente comprensibile, per esempio, dalle recenti parole dell'assessore all'istruzione, Donazzan, che definisce la settimana dello sport, imposta a tutte le scuole locali, così sul Corriere del Veneto: "una settimana di stacco dall'attività didattica tradizionale che dà la possibilità di fare a cuor leggero (chi può) la classica settimana bianca di fine inverno, sfruttando il ponte di Carnevale e attaccandoci altri tre giorni senza perdere neanche un'ora di attività didattica; è anche una risposta per i genitori che in quei giorni non possono andare in vacanza o per quelli che non saprebbero a chi lasciare i figli e agli operatori delle nostre zone di montagna per rivitalizzare il comparto e allungare la stagione".
Va bene la scuola al servizio del cittadino, ma qui si sta esplicitamente dicendo che, dato che dell'istruzione degli studenti in regione non frega nulla (salvo poi farsi belli de…

Neuromante, William Gibson

Se si parla di cyberpunk, uno dei libri che meglio può caratterizzare il genere è Neuromante (Neuromancer) di WIlliam Gibson. Il romanzo avvince grazie alla sua struttura apparentemente lineare a dei personaggi con cui si entra facilmente in sintonia. Case, il protagonista, ha provato l'esaltazione del sentirsi quasi onnipotente, per scoprire poi come in realtà la sua vita diepnda dalle macchine e dall'abuso nelle connessioni. L'altro carattere principale, Molly, è ormai più un arma semovente che un uomo. Ermitage poi è un folle il cui cervello è stato divorato dalle macchine e dalle aziende che ne hanno sfruttato a loro piacimento l'esistenza.
Mentre questi personaggi rincorrono il mistero dell'apparizione di due intelligenze artificiali ormai quasi dotate di coscienza, Invernomuto e, a dare titolo all'opera, Neuromante, il lettore viaggia attraverso le vie di metropoli ormai irriconoscibili, eppure descritte in maniera così minuziosa da farle apparire reali, …

I dolori del giovane Werther, Johann Wolfgang Goethe

I dolori del giovane Werther, pubblicati nel 1774 da Johann Wolfgang Goethe, hanno rappresentato per diverse generazioni l'esempio della vita attraversata sotto il segno della passione. Werther infatti brucia la sua vita sotto le insegne dell'amore per Lotte, sposata con Albert, e il fastidio per ogni impegno e attività che appartengano alla normalità borghese.

Lungi dal poter redigere una vera e propria recensione dell'opera, quello che più mi ha colpito alla lettura del romanzo è la ricca dotazione retorica. Brani, a volte anche molto lunghi, in cui il linguaggio di Werther sfida la pazienza del lettore contemporaneo con tirate artificiosamente costruite, costruzioni ellittiche o, al contrario, periodi simmetricamente costruiti per richiamarsi nel corso dei paragrafi, scelte lessicali dal gusto poetico. Tutto ciò oggi appare lontano dal gusto del lettore medio, lo stesso che, secoli fa, garantì il successo dell'opera. Eppure, siamo davvero sicuri che questo uso ling…

Post-verità e postmodernismo

E così si parla tanto, ma proprio tanto, di post-verità. Questa discussione porta con sé una premessa, d'obbligo, che certifica che una bella fetta di intellighentia italiana si era illusa di aver capito cosa stava accadendo nel mondo, non capendoci invece nulla. Diciamo che, malgrado quello che si è detto più o meno a sproposito, siamo ancora belli immersi nel postmodernismo. E uno dei postulati del postmodernismo, riprendendo Nietzche, è che non esistono i fatti, ma solo le interpretazioni. Tutto il moderno discorso sullo storytelling della realtà si fonda su questo postulato, e i più avvertiti pubblicisti e comunicatori da decenni fondano la loro fortuna su questa sensazione diffusa.
Per carità, di interpretazioni della realtà a proprio uso e consumo la storia è piena, a partire dalle letture funzionali dei testamenti di Cesare e Marco Antonio. Prima ancora, nel 1275 a. C., dopo la battaglia di Qadesh in cui si scontrarono, i sovrani Ittiti ed Egizi potevano reclamare la vittor…